Progetti e obiettivi: l’importanza del metodo

obiettivi

Nel lavoro, come nella vita, è importante porsi degli obiettivi. Quando cucino, quando progetto qualcosa per il futuro cerco sempre di focalizzarmi su tre cose: metodo, impegno e coerenza. Questa è la giusta combinazione da tenere a mente quando si mira al raggiungimento di un obiettivo, in qualsiasi campo. Certo talvolta sono necessari dei sacrifici, ma questo non deve scoraggiare. La soddisfazione personale per aver raggiunto certi traguardi ripagherà tutte le fatiche.

Porsi un obiettivo è come stringere tra le mani un pezzo del proprio futuro. Quindi è necessario che il punto di arrivo sia ben chiaro, ragionato e magari scritto su carta, in modo che resti impresso non solo tra i pensieri ma nel presente stesso. È questa la fase più importante del processo creativo: la progettazione. È il momento iniziale, quello più intenso, addirittura provocatorio, che spinge l’entusiasmo a catturare tutta la positività necessaria per l’intero percorso. Quando cucino, la progettazione è la fase più libera, in cui posso dare libero sfogo alle mie idee, ma si tratta anche di un momento assai delicato: è qui che si gioca la riuscita o il fallimento del progetto.

Quando mi ritrovo in cucina, pronto a immaginare il mio nuovo piatto, prendo carta e penna e per prima cosa mi do un metodo. È proprio questo che scandisce i ritmi del mio lavoro e mi aiuta a formulare con ordine i miei pensieri. Così, mi pongo tre importanti domande:

  • “Perché?”: è la prima cosa che mi chiedo. Considerata a volte una domanda infantile, non è affatto una questione scontata da porsi. Infatti, solo domandandosi il perché delle cose si possono stabilire tutti quei valori che distinguono un progetto da un altro. Associare una motivazione al proprio lavoro concretizza l’idea.
  • “Per chi?”: che sia per se stessi, per tutti o per nessuno è bene dare un fine a tutte le motivazioni del progetto. Questo punto deve essere valutato attentamente perché può rischiare di rovinare il risultato finale. Difatti, si deve partire dall’idea di valutare persona per persona e chiedersi da chi il progetto può realmente essere accettato e capito. Anche il piatto più raffinato ed elegante, se non capito dal commensale, perderebbe tutto il suo valore.
  • “Come?”: trovare il modo in cui tutto il progetto si realizzerà è il punto forte di questa fase. La mente comincia a realizzare un disegno concreto come mani che plasmano la creta. Si considerano in questo punto le finanze necessarie, le eventuali collaborazioni, le tempistiche e tutto ciò che sarà utile a raggiungere i risultati prefissati.

Dopo ciò, è imprescindibile dotarsi di dedizione e impegno. Occorre essere coerenti, costanti nel lavoro e armarsi di forza personale, elemento cardine di tutto il percorso. Non si tratta infatti solo di mettere in conto le possibili avversità in fase progettuale ma anche di saperle affrontare in corso d’opera. La cucina, come ogni parte della nostra vita, non è priva di difficoltà: bisogna solo trovare il modo giusto per affrontarle!

Come la linea dell’orizzonte unisce cielo e mare, gli obiettivi comuni riescono a unire anche le persone più diverse. Presente e futuro, nel percorso, combaciano e creano una vera esperienza di vita in ogni obiettivo, in ogni progetto che ci si prepara ad affrontare.